Thank You for Writing

Recensione e Scrittura
venerdì, dicembre 05


Fanfic Italia:community di scrittura amatoriale.




La gloria o il merito di certi uomini è scrivere bene; di altri, non scrivere affatto.



 



Seppure concordo col concetto di La Bruyère, c’è da dire che per sapere a quale dei due meriti un uomo appartenga è necessario provare.



Il modo migliore è testare le proprie capacità su uno dei fantastici siti di scrittura amatoriale che il Web dispone.



Uno, ed è quello che oggi voglio presentarvi, è la community (a partecipazione aperta) su Livejournal chiamata FanficItalia.



Molto ci sarebbe da dire su questa community, anche se le modeste admin (le amministratrici) dicono il contrario. Tanto per cominciare ho da riportarvi le varie iniziative che sulla community appaiono frequentemente; stimoli per gli utenti e gioie per i lettori pigri.



Le amministratrici Fiorediloto e Juliettesaito, si prodigano affinché la vena creatrice dei loro utenti non smetta mai di pulsare: vengono indette sfide, Fest (tra le più recenti il Come As You’re Not, che offre allo scrittore la possibilità di andare oltre il suo argomento monocorde e di sperimentare altri fandom o generi); settimanalmente viene dato un prompt per aiutare l’ispirazione dei membri e così via. Insomma, un piatto davvero ricco.



Cosa potete scrivere?



Bè, generalmente un po’ tutto; dal fandom alle originali, ma vi invito a consultare la pagina delle FAQ e del Regolamento per saperne di più.



Per ultima cosa debbo dirvi che la community è di facile e veloce navigazione (una mano santa per chi è poco esperto con la struttura del Livejournal), molto bene organizzata e gestita con umorismo e accuratezza.



 
postato da Benu alle ore 18:47 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: community, communityfanfic italia

lunedì, dicembre 01

Ingannevole è il cuore più di ogni cosa

Ingannevolo è il cuore più di ogni cosa



J.T Leroy






Prima di presentarvi questo libro voglio raccontarvi della curiosa voce ad esso collegata.



È noto come molti film sono tratti da libri di successo (e il più delle volte sono solo il pretesto per creare una pellicola che con loro poco ha a che vedere. Caso recente è il Beowulf che vi consiglio di leggere ma non di vedere, se non volete rimanere senza parole per giorni interi), ma mai si è sentito che un libro è stato utilizzato come pubblicità.



Poco tempo dopo la sua uscita nelle librerie, i giornali riportarono la notizia che il libro e l’autore stesso in realtà fossero solo un’originale quanto bizzarra trovata pubblicitaria per l’omonimo film che di lì a poco sarebbe uscito. Si è messa in dubbio l’esistenza stessa di Leroy, con la complicità della ritrosia del giovane autore nei rapporti con i media, e la funzione narrativa del libro.



Che sia vero ho falso a noi poco interessa. Ciò che davvero importa è la forza espressiva di questo romanzo e se Leroy davvero esiste, bè, cari miei, è un genio letterario.



Pochi scrittori sono riusciti a diventare figure di culto come lui e con solo due libri alle spalle (il primo si intitola Sarah); a conquistare il pubblico, la critica e il cinema con la perfetta traslazione sul grande schermo ad opera di Gus Van Sant.



Ma entriamo più dettagliatamente nel libro.



Ingannevole è il cuore più di ogni cosa – calzante titolo d’ispirazione biblica –è la storia on the road del piccolo Jeremiah e di sua madre Sarah.



Il punto di vista principale è lo sguardo ingenuo e trasognato di Jeremiah, protagonista di un viaggio tra le marginalità dell’America, tra un’esistenza randagia e desolante con una madre appena diciottenne e prostituta, costretto a vestirsi da bambina per essere meglio accettato dai tanti boy friend di Sarah. Eppure, nonostante il tema difficile che ci propone l’autore, la narrazione è ricca di simbolismi che spezzano quell’angoscia data dallo scenario circostante: traspare l’ingenuità di Jeremiah, il suo modo da bambino di vedere questo mondo tanto sporco.



Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, inoltre, accade che il carnefice, Sarah, del piccolo Jeremiah diventi il protagonista indiscusso. Sarah, la madre del protagonista, ha un masochismo sinistro, è volgare, folle, devastata e devastante. Naturalmente, come purtroppo accade in realtà, i carnefici sono stati anche loro vittime: Sarah proviene da un famiglia di fanatici religiosi che educano lo spirito con violente punizioni corporee. Questo dramma infantile, oltre a scatenare una serie di evidenti problemi comportamentali, sarà la causa anche del particolare rapporto madre-figlio che istaurerà con Jeremiah.



Questo rapporto non è esattamente dei canonici: Sarah dorme con il pollice in bocca, proprio come i bambini, e nei rarissimi momenti di tregua con se stessa supplicherà Jeremiah di non abbandonarla. Il figlio è senz’altro più forte e cresciuto della madre.



Ma credo di aver già detto troppo. Il resto sta a voi scoprirlo.



Vi lascio con l’augurio che questa breve recensione possa avermi invogliato a comprare il libro trattato.



 



J.T. LeRoy, Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, Roma, Fazi, 2002; pp. 237
postato da Benu alle ore 21:54 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: libri, libri drammatico

domenica, novembre 23

Edit

EDIT! Thankyouforcompeting.


Per tutti coloro che sono interessati alla sfida, vi comunico che il termine delle iscrizioni è posticipato al giorno 30/11.


Di conseguenza anche il giorno della consegna delle storie è rimandato al 30/12.


Perquanto riguarda l'ambito premio, la cara proprietaria di questo blog, io, omaggerà il vincitore con la super-fashion t-shirt di thankU4writing!

postato da Benu alle ore 10:26 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:

martedì, novembre 18

Il Tristo Mietitore








Il Tristo Mietitore.


Terry Pratchett.








Terry Pratchett è un genio, su questo non c’è dubbio. Non lo dico perché sono una sua fan; la maggior parte della critica sarebbe d’accordo con me nell’affermare che quest’autore è il padre del fantasy umoristico.







Ma se non vi fidate della critica e nemmeno della sottoscritta, le copie dei libri venduti e le classifiche che regolarmente lo vedono al top possono confermarvi quanto detto.







In Inghilterra il pubblico lo adora, tanto che nel 1998 è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’Order of British Empire per servizi alle letterature.








Nel Belpaese il suo talento è giunto più tardi e dobbiamo ringraziare la Salani per il lavoro di Pratchettizzazione (passatemi il neologismo) svolto in questi anni, valso a portare alla luce l’opera omnia di Sir Pratchett: la saga del Mondo Disco (DiscWorld).








È in questa serie che si colloca il romanzo “Il Tristo Mietitore”, di cui non voglio anticiparvi nulla se non la descrizione riportata in copertina dalla casa editrice:








Si dice che al mondo niente sia inevitabile, tranne la morte e le tasse. Ma questo forse prima che Morte venisse licenziato in tronco. L'ultima cosa di cui un universo può aver bisogno è di un Tristo Mietitore disoccupato, perché quando un importante servizio pubblico viene a mancare la conseguenza è sempre il caos. Ora Mondo Disco pullula di zombie e non-morti. Reg Scarpa, attivista per i diritti dei defunti, improvvisamente ha molto più lavoro di quanto si sia mai sognato. E il mago Windle Poons, trapassato di fresco, si risveglia nella tomba scoprendo di essere... morto e vegeto. Ma proprio a lui e a un ben poco temibile gruppo di non-morti (Arthur Winkings, per esempio, era diventato vampiro dopo essere stato morso da un avvocato. Schleppel l'uomo nero farebbe meglio il suo lavoro se non venisse colto da agorafobia appena fuori dal gabinetto. E Fratello Isolile, l'unica banshee al mondo con un difetto di pronuncia, invece di starsene sui tetti a gridare quando la gente sta per morire, fa passare sotto la porta un bigliettino con scritto 'OOOOeeOOOeecOOOeee') spetta il compito di salvare il mondo dei vivi. Nel frattempo in una piccola fattoria molto, molto lontana, uno straniero alto, scuro e allampanato si rivela particolarmente abile a maneggiare la falce. C'è tanto grano da falciare. E una battaglia diversa da combattere. 








Come è solito nello stile di Pratchett, tutto inizia da un avvenimento paradossale che si sviluppa nel corso di una narrazione effervescente e sicura. L’episodio scatenante investirà una serie di personaggi strampalati che si troveranno coinvolti in avventure pazzesche, condite con un’ironia travolgente e con metafore calzanti ed inusuali.








Il “Tristo Mietitore” non si sottrae al modus operandi di Terry, ma, per onor di cronaca e amor di verità, debbo dirvi che questo romanzo non è il migliore tra quelli scritti dal suo autore.








La trama non è sempre lineare: appare contorta, con eccessivi punti bui che spezzano il ritmo della lettura per chiedersi ma mi sarò perso un pezzo mentre leggevo? Non c’è uno straccio di spiegazione, anche assurda, per giustificare tali “salti” narrativi e idee arzigogolate.








Anche i personaggi, tolti quelli principali, sono lasciati a se stessi. Se leggerete il libro vi imbatterete in personaggi potenzialmente straordinari come i coniugi vampiro, Schleppel l’Uomo Nero e tanti altri per i quali l’autore ha speso davvero troppe poche parole.








L’impressione è che non sia stato in grado di tenerli a bada tutti quanti, riuscendo a gestirne solamente alcuni a discapito di quelli che appaiono e scompaiono, destabilizzando il lettore e lasciandolo con l’acquolina in bocca.








Insomma, ci sono tante piccole sbavature ma il “Tristo Mietitore” è pur sempre un romanzo divertente e godibile, ricco di trovate eccezionali e dall’umorismo incontenibile.

postato da Benu alle ore 14:19 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: libri, libri umorismo fantasy

domenica, novembre 09

THANK YOU FOR COMPETING!



Con immensa gioia, cari utenti, vi annuncio la Prima Edizione di Thank you for Competing.



Che cosa è? Semplice! Un concorso di scrittura che vi porterà grande soddisfazione personale (e non solo...), a cui tutti siete invitati a partecipare.



Per questa prima edizione, ho rapito da Criticoni.net il suo Admin col Pauer, ovvero,
DefenderX.



Ma mi sono spinta oltre. Non paga di stressare già Def, ho coinvolto nell'impresa anche la neo sposina
Nykyo che ci supporterà (o forse ci sopporterà) nel caso in cui la vita si metta in mezzo tra noi e i vostri scritti.



Non volendo sproloquiare oltre, vi lascio alla lettura del Bando:






Thank you for competing,







I Edizione




BANDO DI CONCORSO




Periodo di iscrizione: dal 12 Novembre al 27 Novembre.







Termine di consegna delle storie: 28 Dicembre.








***




REGOLAMENTO








1. ISCRIZIONI E PARTECIPAZIONI




1.1 Le iscrizioni sono aperte a tutti senza limitazioni di età.







1.2 L’iscrizione si effettua tramite l’invio di una mail alla casella di posta
thankyouforwriting26@ymail.com entro la scadenza del 27 Novembre.







1.3 Al partecipante è offerta la possibilità di aderire individualmente oppure formando una squadra con un massimo di tre componenti. Tale scelta deve essere comunicata al momento dell’iscrizione.







1.4 Il partecipante/squadra è tenuto/a a dichiarare a quale categoria intenda iscriversi (vedi “2. Categorie”).







1.5 Il partecipante/squadra potrà iscriversi ad una sola categoria.







1.6 Nella richiesta di iscrizione dovranno comparire il Nickname del concorrente oppure il nome della Squadra (con annessi i nickname dei singoli partecipanti); la categoria per la quale si intende concorrere; il recapito mail.




2. CATEGORIE




Il concorso si basa sul tema: “Talvolta, la menzogna dice meglio della verità ciò che avviene nell’anima” (Gor’kij); il quale può essere sviluppato mediante le seguenti categorie:




[1] : Cronaca ( basata su un fatto reale o inventato).







[2] : Storico.







[3] : Fantasy o Horror.




Ogni concorrente potrà iscriversi ad una sola categoria ed inviare al massimo un componimento.








3.  REQUISITI DEL COMPONIMENTO










3.1 Al concorso sono ammessi solo gli scritti originali legati alle categorie succitate.







3.2 Il componimento dovrà essere:




• inedito;







• di una lunghezza compresa tra le 1000 e le 3000 parole;




3.3    Sono ammesse storie:




• di qualsiasi genere;







• con qualsiasi classificazione eccetto il rating di riferimento NC17 e VM18;







• con qualsiasi avviso, compresi: Tematiche omosessuali, Tematiche violente, Non per stomaci delicati, Linguaggio colorito.




3.4 Non sono in alcun modo ammessi gli scritti:




• Che trattino di razzismo, intolleranza, necrofilia, bestialità, pedopornografia, satira politica;







• Ogni partecipante dovrà astenersi dal manifestare il proprio orientamento politico o religioso negli scritti;







• Con eccessivo uso della volgarità;







• Che presentino abbreviazioni in stile SMS, emoticon, un eccessivo uso della punteggiatura (soprattutto di sospensione), testi dialettali.











4. VALUTAZIONI










Le storie pervenute all’indirizzo thankyouforwriting26@ymail.com entro il 28 dicembre, saranno valutate da una giuria tecnica composta dai coordinatori della Sfida, che esprimeranno il proprio giudizio con imparzialità tentando di essere il più possibili oggettivi.




La valutazione prevederà un voto compreso in una scala da uno a dieci e un commento esaustivo che giustifichi il voto assegnato.







Il partecipante che otterrà la valutazione maggiore avrà vinto la sfida.




MAGGIORI INFORMAZIONI VI SARANNO DATE IL GIORNO 28 NOVEMBRE, A SEGUITO DELLA CHIUSURA DELLE ISCRIZIONI.
















 














postato da Benu alle ore 12:04 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: sfide thankyouforcompeting

sabato, agosto 02

La leggenda del Santo Bevitore

"Ecco quel che sono veramente: cattivo, sbronzo ma in gamba".



Si definiva così Joseph Roth in un appunto sotto il suo ritratto realizzato dai Mies Blomsma, nel Novembre 1938 a Parigi.

È appoggiato al bancone di un bar, accanto ad una bottiglia e un bicchiere così come ha vissuto negli ultimi anni della sua vita, dopo l’avvento di Hitler e la disfatta dell’Impero Austro-Ungarico, in una Parigi non certo da cartolina sino al 1939, quando l’etilismo lo porta lontano dalle vicende di un mondo che non comprende appena dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

 

Il libro che vi consiglio, “La Leggenda del Santo Bevitore” (Die Legende Vom Heiligen Trinker), è l’ultimo lavoro di uno dei più profondi scrittori della Finis Austriae.

 

Giusto qualche cenno biografico per farvi conoscere quest’autore.

 

Joseph Roth nasce alla periferia dell’Impero Austro-Ungarico, a Brody, in Polonia, nel 1894. Compì i suoi studi in parte a Leopoli in parte a Vienna e servì nell’esercito nella Prima Guerra Mondiale. Intraprese successivamente la carriera giornalistica, prima a Vienna e poi a Berlino.

Autocondannatosi in esilio all’avvento del nazismo, si trasferì a Parigi dove rimase fino alla fine alla morte sopraggiunta il 27 maggio del 1939.

Tra le sue opere ricordiamo La Cripta dei Cappuccini, La marcia di Radetzky e L’alunno modello tra i più famosi.

 

La leggenda del Santo Bevitore è un racconto breve, intenso e, a mio avviso, bellissimo.

La critica approda in più di un porto nel mare dei possibili significati di questa, che sembra non averne uno da incoronare a causa che muove le azioni del personaggio. Ecco come questo testo si presta alle più disparate interpretazioni: da viaggio spirituale, a ragione di quel Santo che compare nel titolo, a profana celebrazione della natura umana, divisa tra doveri e piaceri come leggerete nel libro.

Di sicuro, e su questo tutti son d’accordo, La Leggenda del Santo Bevitore, per il forte sapore autobiografico, è considerabile il testamento spirituale di Roth.

In parte perché la sua stesura ha avuto termine pochi giorni prima del decesso dell’autore; in parte, credo quella più significativa, perché il protagonista e il suo scrittore si somigliano molto.

 

Entrambi sono estranei a una realtà che non gli appartiene – quella parigina – così distante e diversa dalla loro natia, purtroppo disfatta e conquistata dai nazisti. La loro vita si snoda tra bistrot e signorine dai facili costumi, verso la corruzione del corpo a causa dell’abuso d’alcol che lentamente li consuma; ma la presa ferrea attorno alla speranza non viene mai meno. Ignorando l’indifferenza e il giudizio negativo che li accompagnano lungo il cammino, sia autore che personaggio, sono sicuri del proprio valore e su di esso – e per esso – poggiano i loro ultimi giorni.

 

Ma passiamo alla trama. Con essa capirete anche le mie parole in merito alla somiglianza tra i due.

 

Andreas Kartak è un clochard, un vagabondo, che trova riposo sotto i ponti della Senna e ristoro nei vari bistrot di Parigi. Vive di poco e dello stesso si accontenta, fino ad una notte della primavera del 1934 quando la sua vita viene stravolta dall’incontro con uno sconosciuto.

 

L’ignoto si scopre essere un ricco gentiluomo che ha da poco vissuto l’esperienza della conversione:

 

“…Deve sapere che sono diventato cristiano dopo aver letto la storia della piccola Teresa di Lisieux. E adesso sono particolarmente devoto a quella statuetta della santa che è nella cappella di Santa Maria di Batignolles...”




Desideroso di adempiere il valore cristiano della carità, fa dono ad Andreas di duecento franchi.

Tale somma fa gola ad Andreas, ma allo stesso tempo il suo onore gli impone di rifiutare del denaro che non potrà mai restituire. Il benefattore e la coscienza di Andrea giungono infine ad un accordo: il clochard si sdebiterà consegnando i soldi ricevuti tanto altruisticamente al sacerdote della cappella di Santa Maria di Batignolles, come omaggio alla statua della piccola Santa Teresa.

 

Come in gioco di incastri, a questo primo bizzarro incontro fanno seguito altri. In una sequela di eventi che portano alla luce la storia passata del protagonista, allontanandolo, anche se per poco, da quella vita di squallore ed emarginazione in cui l’alcol l’ha sprofondato, dove c’è spazio per quella speranza di cui poco fa vi parlavo.

Andreas si lascia trasportare da queste nuove circostanze e come le onde fanno con la riva, si avvicina e poco dopo si allontana dal suo scopo.

Un suo vecchio amore, amici passati e presenti e, ovviamente, l’alcol che lo segue costantemente, sono tutti rimandi annunciati. Ma alla fine Andreas manterrà fede alla sua promessa, in un finale amaro e, al contempo, dolce e commovente che trova nelle parole dell’autore – per la maggior parte esterno tranne che per alcuni commenti - un messaggio di speranze per tutti coloro (Roth compreso) che gravano sotto l’ombra dell’alcolismo:

 

“Conceda Dio a tutti noi, a noi bevitori, una morte così lieve e bella”.

 

 

Sinceramente vi consiglio questo racconto, pubblicato da Adelphi per la modica cifra di 7.00 euro.

 

 


 


postato da Benu alle ore 16:47 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:

lunedì, luglio 21

Arrivano gli Scheletri

 



Arrivano gli scheletri!










Un giorno un mio amico mi disse: “Da bambino la mia più grande aspirazione era diventare un cacciatore di zombie. Avrei vissuto la mia vita in un film di Romero, guidando un pic-up sverniciato e brandendo un machete incrostato di sangue.”







Oggi è una guida turistica, un mestiere che non ha nulla in comune con la sua vecchia aspirazione salvo quando accompagna le scolaresche in qualche museo.














Se anche voi come il mio amico sentite la nostalgia delle vecchie ambizioni, tenete nella dispensa della cucina scorte extra di aglio; oppure auscultate cuori dalle assi dei vostri pavimenti, non vi resta che rivolgere i vostri tetri puntatori su www.scheletri.com







 







Scheletri.com è un archivio del brivido in cui potete trovare racconti e poesie inediti incentrati sul mondo del horror, piccole perle del terrore da inghiottire in una volta. Tenete la luce accesa e preparatevi a risvegliare i vostri incubi tra psicopatici, mostri e presenze maligne abbinati ai più noti personaggi della letteratura horror.







 







Ma c’è molto di più in questa piccola biblioteca della paura, che ogni settimana dedica uno spazio alle recensioni dei libri e dei film pertinenti allo spirito del sito e che offre la possibilità di vedere pubblicate le proprie opere in ebook da scaricare gratuitamente. Tramite il canale ‘Arte’ avrete l’opportunità di dar sfogo alle vostre ossessioni visive con disegni, foto e cortometraggi mentre i Concorsi Letterari stuzzicheranno la vostra creatività per dar vita in poche parole ad un incubo.







 







Scheletri.com non si ferma a questo. Nella sezione ‘Servizi’ vi consiglio la lettura di Necrolexicon, guida alle regole dello scrivere curato da una degli amministratori del sito, Anna Scudiero (per la cronaca l’altra anima di Scheletri è Alessandro Balestra); a questo vi aggiungo Halloween e Zio Tibia, mitico ‘presentatore’ del programma in seconda serata dedicato al cinema horror datato il fu 1989.







 







Dal punto di vista della sua fruizione, il sito di Scheletri.com è facilmente accessibile e navigabile anche per l’utente meno esperto. È strutturato in modo chiaro: i canali più importanti sono destinati nella porzione alta della pagina, là dove l’occhio cade per primo, e quindi visibili da subito senza dover faticare per raggiungere l’obiettivo della vostra ricerca; ogni pagina si apre con un breve riassunto del suo contenuto e i testi dei post sono sintetici e permettono l’attività di scanning da parte dell’utente.














Per quanto riguarda la pubblicazione: 







Se volete inviare i vostri scritti per diventare anche voi degli Scheletrini, consultate la sezione Invia che trovate nella home page del sito.



































postato da Benu alle ore 12:19 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: siti, siti scrittura horror

martedì, luglio 15

Le Intermittenze della Morte

Epicuro sosteneva che nulla vi è da temere nella morte poiché quando noi ci siamo la morte non c’è e quando c’è la morte noi non ci siamo.



Per quanti non si accontentino di queste consolazioni filosofiche, ecco che la storia dell’uomo dispone di un vasto assortimento di promesse di immortalità concernenti i più disparati campi dell’esistenza umana: mito, religioni e magia tra i più quotati.



Oggi si aggiunge alla lunga lista anche la scienza, che in barba alle aspettative di durata media della vita si propone di farci assomigliare tutti all’eroico MacLeod interpretato da Christopher Lambert in “Highlander”.



 



Ebbene, la ricerca dell’immortalità è insita nel genere umano e con esso percorre la storia, ma l’immortalità è davvero un bene o piuttosto una maledizione?



 



Si siete stufi delle solite risposte e preferite affrontare l’argomento – almeno per una volta – con ironia ed intelligenza, vi consiglio la lettura di “Le Intermittenze della Morte” dell’autore portoghese José Saramago.



 



Iniziamo dando alcuni brevi cenni sull’autore.



 



Josè Saramago nasce ad Azinhaga nel 1922 e si trasferisce a Lisbona con la famiglia due anni dopo. A causa di difficoltà economiche non poté proseguire gli studi e dopo una serie di lavori precari trovò un impiego come direttore di produzione presso una casa editrice.



La sua prima opera – più tardi disconosciuta dallo stesso autore – fu nel 1947 Terra del Peccato, accolta di cattivo grado dal regime fascista di Salazar al quale Saramgo era un fervente oppositore.



José Saramago vanta nella propria bibliografia molti successi, tra cui ricordiamo Storia dell’assedio di Lisbona, Il Vangelo secondo Gesù e Cecità.



 



Dal punto di vista stilistico – e qui approdiamo nel proposito della nostra recensione – è solito trovare nei suoi scritti l’abile uso dell’ironia e del sarcasmo, l’analisi profonda dell’uomo e l’amore per la sua natura, a volte meschina ed indolente ma pur sempre reale.



‘Le Intermittenze della Morte’ non si sottrae al suo stile, così come alla critica severa celata dietro l’umorismo di una società che è riuscita nell’intento di piegare la natura ma che si riscopre fragile e spaesata una volta che il corso naturale viene meno.



 



Vi do giusto un assaggio della trama, quel basta per farvi venire l’appetito e che vi permetta di comprendere meglio questa mia introduzione.



 



Come tutte le opere di Saramago la storia si affaccia su uno scenario paradossale in cui la ‘morte’ – prestate attenzione alle maiuscole e minuscole – è in sciopero.



Senza spiegare le ragioni per cui questo fenomeno avviene – altra caratteristica dello stile dello scrittore – dalla notte del 31 Dicembre, di un non specificato anno e in una non specificata nazione, nessuno muore più.



Immancabilmente ciò porta a manifestazioni d’esultanza, e nelle strade e nelle piazze i cittadini della Nazione più felice e fortunata del mondo si lasciano andare a sentimenti di patriottismo e giubilo per avere, finalmente, scongiurato la terribile spada di Damocle che pende sulla testa dell’umanità da sempre: la morte.



Di fatti solo la loro Nazione ha ricevuto con l’anno nuovo il dono dell’immortalità, perché al di là del confine si continua a morire come da sempre.



 



Tuttavia, come in ogni storia che si rispetti, presto giunge il capovolgimento della medaglia: la nuovo condizione è causa del fallimento dei mercati legati alla morte, come agenzie di pompe funebri, assicurazioni, strutture ospedaliere e persino del senso religioso. La Nazione va incontro al collasso economico, al sovrappopolamento, al disastro ambientale, insomma è gettata nel caos a causa del sovvertimento del corso naturale della vita e, come se non bastasse, in balia della ‘maphia’ che funge da moderno Caronte trasportando i perenni moribondi al confine dove possono morire.



L’assenza della ‘morte’ – sempre in minuscolo, se leggerete il libro scoprirete il perché – si protrae per sette mesi dopo i quali riprende il suo compito con l’umanità, ma ad una condizione: la ‘morte’ avviserà con una lettera di colore viola ogni futuro defunto.



Questa vincolo getta nuovamente nel panico i cittadini e…beh, non vorrete che vi racconti proprio tutto?



 



A modo di conclusione vi lascio con le parole dell’autore stesso: "Non è una riflessione filosofica o ontologica sulla morte. Il tono è ironico, sarcastico. Non è nemmeno un'ipotesi, è una situazione assurda. Semplicemente organizzo una situazione impossibile e ho bisogno che il lettore accetti la mia proposta. Se lo fa, vi posso garantire che tutto diventa implacabilmente logico."



 



Ultima nota. Non vi ho avvertito dell’uso anticonvenzionale che l’autore fa della punteggiatura: non usa le virgolette per segnalare i dialoghi e nemmeno i punti interrogativi per le domande; così come troverete periodi di un paio di pagine con sparute virgole con cui riprendere fiato.



All’inizio è stato un incubo, lo ammetto, ma alla fine vi ci abituerete.



 



 



 



Un saluto e spero che possiate trovare il libro interessante.



Con affetto,



Benu.
postato da Benu alle ore 20:52 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: libri, libri umorismo fantasy

martedì, luglio 15










2408858






Thank You For Writing è un blog che ha uno scopo.



Il suo proposito è quello di ampliare il panorama letterario di ogni utente che, già amante della lettura o aspirante di divenirlo, voglia lasciarsi consigliare per conoscere nuovi autori ed opere.



Ma c’è di più.



 

Il mondo di Internet dispone di una vasta gamma di siti, live journal e quant’altro che si offrono di ospitare autori dilettanti (alcuni dei quali molto dotati) che possono costituire una valida sostituzione alla lettura di autori più affermati e conosciuti.









Il mio intento è dunque quello di creare una sorta di ‘Itinerario della Lettura’, una guida che si snoda tra le maglie del Web e che suggerisca siti ed autori.



 



È bene precisare che questo spazio è dedicato alla recensione obiettiva e imparziale di ogni materiale proposto. Non vuole essere un blog di critica in quanto non possiedo i requisiti tali per farne, e qualunque recensione ad autori e siti (o mezzi di diffusione simili) sarà comunicata previamente ai diretti interessati con allegato il post in questione se lo riterranno necessario.



 



Siccome è anche un sito di scrittura, saltuariamente posterò delle sfide – che possono avere come argomento una serie di parole o un tema a cui fare riferimento – a cui possono partecipare tutti coloro che vogliano cimentarsi nello scrivere e che possiedano uno spazio su cui pubblicare la propria risposta alla sfida.



Unica richiesta è quella di linkare il blog.



 



Spero di essere stata esaustiva nella mia spiegazione.



Qualsiasi dubbio può essere risolto con un commento a questo post.



 



Con affetto,



Benu.
postato da Benu alle ore 20:45 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: welcome

Chi sono

Utente: Benu


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Commenti recenti

Benu in Thank You For Writin...

Archivio

oggi
--- 2008 ---

Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte